sabato 18 febbraio 2017
sabato 14 gennaio 2017
domenica 23 ottobre 2016
Premio Dario Fò
Dario Fò nasce a nuova vita grazie a un premio istituito in suo onore: il "Premio Dario Fò" che sarà assegnato dall'associazione romana di promozione sociale "Accademia dei Pedagogisti"ad artisti che si sono distinti nel campo del teatro e delle arti visive, proprio come l'immenso artista Dario Fò.
domenica 14 dicembre 2014
I mantra
La parola mantra deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite manas (mente) e trayati
(liberare). Il mantra si può quindi considerare come un
suono in grado di liberare la mente dai pensieri. Sostanzialmente
consiste in una formula (una o più sillabe, o lettere o frasi),
generalmente in Sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero
di volte (Namasmarana) al fine di ottenere un determinato effetto, principalmente a livello mentale, ma anche, seppur
in maniera ridotta, a livello fisico ed energetico. Esistono moltissimi mantra per gli scopi più diversi: la maggior parte sono in sanscrito, ma ne esistono anche in altre lingue. Il
mantra più conosciuto è il mantra Om (Aum). In Tibet, molti buddhisti incidono i mantra
nella roccia come forma di devozione. Il loro uso varia a
seconda delle scuole spirituali o delle filosofie. Vengono
principalmente utilizzati come amplificatori spirituali, parole e
vibrazioni che inducono nei devoti una graduale concentrazione. I
mantra vengono utilizzati anche per accumulare ricchezza, evitare pericoli, o eliminare nemici. I mantra
hanno origine in India all'interno dell'Induismo Vedico e nel Jainismo,
popolari in diverse e moderne pratiche spirituali che si rifanno
seppur in modo impreciso alle antiche pratiche delle religioni
orientali. I mantra sono considerati come suoni
vibrazionali, a causa della grande enfasi che si pone alla loro
corretta pronuncia (grazie allo sviluppo della scienza fonetica, in
India, migliaia di anni fa). Il loro scopo è liberare la mente
dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali. Il processo
di ripetizione di un mantra è definito cantilena.
Aspetti dei mantra
Un mantra ha due aspetti: il primo è manana, e significa che ciò che si è ascoltato deve penetrare nella mente; il secondo è trania, e
vuol dire che qualunque cosa sia penetrata nella mente vi deve essere fermamente stabilita e preservata. I mantra possono essere strumenti di adorazione, preghiera, terapia, avanzamento
spirituale, purificazione o di offerta rituale. Essi sono suddivisi in dieci karma (azioni).
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Shanti: pace assoluta.
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Istambhan: che paralizza.
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Mohana: attraente noto anche come Sammoha.
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Uchchatan: (che turba) servono a turbare l’equilibrio mentale, aumentano il dubbio, l’incertezza, la paura, le delusione; la persona che ne subisce l’influenza agisce come se fosse posseduta.
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Vashikaran: (controllo della coscienza) servono a ridurre in schiavitù; chi ne subisce l’effetto perde capacità di discriminare diventando come una marionetta.
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Akarshan: servono ad attrarre persone che vivono lontano.
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Jrambhan: servono per cambiare paradigmi di comportamento, chi li subisce si comporta secondo il volere di chi li usa.
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Vidweshan: dividono due persone, creano rabbia, odio, gelosia, aggressività reciproche; i comportamenti rimangono invariati cambiano solo quelli in relazione alla persona selezionata.
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Pushti: servono per accrescere fama, ricchezza, prestigio, buona volontà, condizione sociale e potere proprio.
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Bija (seme): sono mantra di sintesi con un numero limitato di sillabe e sono considerati più potenti degli altri.
I bīja
I bīja ("seme")
sono monosillabi
che generalmente non hanno un significato semantico, o lo hanno
perso nel corso del tempo, ma vanno interpretati come suoni semplici
atti a esprimere o evocare particolari aspetti della natura o
del divino, e ai quali sono attribuiti funzioni specifiche e
interpretazioni che variano di scuola in scuola. Spesso questi "semi
verbali" sono combinati fra loro a costituire un mantra, oppure
adoperati come mantra essi stessi (bījamantra). Alcuni fra i più noti sono:
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AUṂ: è il bīja più noto, l'OṂ, comune a tutte le tradizioni. Considerato il suono primordiale, forma fonica dell'Assoluto, è utilizzato sia come invocazione iniziale in moltissimi mantra, sia come mantra in sé. Le lettere che compongono il bīja sono A, U ed Ṃ: nella recitazione A ed U si fondono in O, mentre la Ṃ terminale viene nasalizzata e prolungata fonicamente e visivamente. La recitazione dell'OṂ è molto comune, ed è considerata di grande importanza: numerosi testi citano e argomentano su questo mantra.
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AIṂ: la coscienza. È associato alla dea Sarasvatī, dea del sapere.
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HRĪṂ: l'illusione. È associato alla dea Bhuvaneśvarī, distruttrice del dolore.
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ŚRĪṂ: l'esistenza. È associato alla dea Lakṣmī, dea della fortuna.
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KLĪṂ: il desiderio. È associato al dio Kama, dio dell'amore, ma rivolto anche a Kālī, la distruttrice.
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KRĪṂ: il tempo. È associato alla dea Kālī.
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DUṂ: la dea Durga.
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GAṂ: il dio Ganapati.
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HŪṂ: protegge dalla collera e dai demoni.
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LAṂ: la terra
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VAṂ: l'acqua
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RAṂ: il fuoco
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YAṂ: l'aria
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HAṂ: l'etere
Modi e Modi
Ci sono modi e modi. Ci sono modi e modi di trattare e di essere trattati. Modi di agire e modi di reagire. I modi che ci riservano gli altri sono quelli del loro mondo. I modi che noi riserviamo agli altri in risposta ai loro modi sono quelli del nostro mondo.
martedì 25 novembre 2014
Festival autunnale di poesia a Venezia
Poesia, performances, musica e installazioni. Senza dimenticare la componente di ricerca e quella didattica. Tutto questo è Andata e Ritorno 2.0 – Festival autunnale di poesia orale e musica digitale: appuntamento in programma per il 28 e 29 novembre a Venezia, presso l’incubatore Herion,
sull’Isola della Giudecca. A firmare tutto è il collettivo artistico
Blare Out in collaborazione con il Ma.c.Lab, Laboratorio di management
delle arti e della cultura dell’Università Ca’ Foscari, che, proprio
all’Herion, grazie a un’apposita convenzione recentemente stipulata con
il Comune di Venezia (e con la Camera di Commercio), sta costruendo un
nuovo modello di incubatore, in grado di far convivere un centro di
ricerca e avamposto universitario, con il mondo delle piccole e medie
realtà imprenditoriali culturali e creative, senza perdere di vista la
parte di ricerca e di studio.
Il Festival del 28 e 29 propone due giornate con workshop e alcune delle esperienze più originali della poesia sperimentale italiana ed europea, con laboratori creativi, letture di poesie accompagnate da attività artistiche e performance musicali e digitali. Come ricorda il professor Fabrizio Panozzo, direttore del Laboratorio di management delle Arti e della Cultura del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari, questo nuovo appuntamento all’Herion “vuole anche far riflettere sulle somiglianze tra impresa artistica ed impresa economica, ponendo la contaminazione come chiave di lettura”. Si parte venerdì sera alle 18 e 30 con un workshop – Il ruolo dell’ispirazione artistica per stimolare l’imprenditorialità creativa – in cui Blare Out e il Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura dell’Università Ca’ Foscari dialogheranno con il pubblico presente, prima di lasciare spazio alle 19 alla poesia performativa. Seguiranno buffet, performance, visuals, installazioni e musica anche nella serata di sabato, entrambe ad ingresso gratuito con lista.
Il Festival del 28 e 29 propone due giornate con workshop e alcune delle esperienze più originali della poesia sperimentale italiana ed europea, con laboratori creativi, letture di poesie accompagnate da attività artistiche e performance musicali e digitali. Come ricorda il professor Fabrizio Panozzo, direttore del Laboratorio di management delle Arti e della Cultura del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari, questo nuovo appuntamento all’Herion “vuole anche far riflettere sulle somiglianze tra impresa artistica ed impresa economica, ponendo la contaminazione come chiave di lettura”. Si parte venerdì sera alle 18 e 30 con un workshop – Il ruolo dell’ispirazione artistica per stimolare l’imprenditorialità creativa – in cui Blare Out e il Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura dell’Università Ca’ Foscari dialogheranno con il pubblico presente, prima di lasciare spazio alle 19 alla poesia performativa. Seguiranno buffet, performance, visuals, installazioni e musica anche nella serata di sabato, entrambe ad ingresso gratuito con lista.
domenica 23 novembre 2014
Intolleranze alimentari e cibo troppo elaborato
Le intolleranze alimentari potrebbero essere provocate dal consumo di un cibo troppo elaborato. E’ l’ipotesi di un gruppo di studiosi dell’University of Warwick in seguito a una ricerca diretta dal dottor Rob Lillywhite il quale sostiene che alcuni disturbi alimentari non dipendono da alcune sostanze, bensì da errati metodi di lavorazione dell’industria alimentare. tantasalute.it
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