giovedì 19 giugno 2014

Campionato italiano dei modelli Ferrari costruiti da voi

Partecipare è già vincere Maranello - Dopo l’esibizione di sabato scorso 17 maggio al Museo Enzo Ferrari da Modena che ha visto impegnati personaggi importanti come il celebre chef Massimo Bottura, Luca Cadalora e i giocatori del Volley Modena e numerosi giornalisti tra i quali Leo Turrini, il vero e proprio campionato dei modelli di automobile chiamati Superpush inizierà sul piazzale del Museo di Maranello il 28 giugno prossimo, nella Notte Rossa. Tutti possono partecipare con un modello da loro costruito. Leggete il regolamento e Superpush Tribune per sapere tutto.
Introduzione al regolamento
Kermesse Superpush 2014 – 1° prova – Maranello 28 giugno, Notte Rossa. I Musei Ferrari organizzano o favoriscono l’organizzazione di una serie di eventi dedicati a gare di modelli “Superpush” per quello che sarà il primo Campionato di questo nuovo Sport/divertimento.
Regolamento sportivo
Le gare avranno luogo su piazzali pavimentati (asfalto, cemento o qualunque altro materiale) sui quali sia stato ricavato un percorso di gara. Il punto di partenza e di arrivo dovrà essere lo stesso. Il percorso verrà tracciato con l o stesso criterio delle regate nautiche e cioè fissando dei punti di boa (conetti di tipo stradale) senza che vengano poste limitazioni di spazio all’esterno dei conetti stessi. Questo permetterà ai concorrenti di scegliere la miglior traiettoria possibile, al momento del lancio, per cercare di prevalere sugli avversari.
Tipo di gara
In funzione del numero di iscritti si potrà optare per gare di tipo match race, cioè con due soli concorrenti al via ed eliminazione diretta, o con un numero superiore di partenze fino a un massimo di 6. L’ordine di partenza verrà estratto a sorte. Anche in questo caso si procederà con l’eliminazione progressiva dei concorrenti arrivati alle spalle dei vincitori fino alla disputa di una finale. Ogni gara potrà avere un suo regolamento specifico che definisca il numero di eliminati e il numero di quelli che avanzano nelle prove e l’eventuale disputa di gare di recupero tra gli eliminati (repechage).
Modalità di gare e penalità
Ogni concorrente dovrà spingere la propria auto rimandendo fermo sul posto dove l’auto si trova. Nel caso in cui, conseguenza del lancio, l’auto del concorrente urti un’altra auto sul percorso o uno dei conetti di boa o di traguardo, il tiro sarà ritenuto nullo e la vettura riportata al punto di partenza, con conseguente perdita del turno.
Ogni concorrente, prima del tiro, dovrà posizionare un contrassegno equivalente al suo numero di gara nel punto dal quale la vettura si trova perché questa possa essere riportata esattamente lì in caso di penalità.
Tecnica di gara
Oltre alla spinta che, come detto, deve essere fatta rimanendod sul posto anche se il movimento del corpo è ovviamente libero, viene regolamentata la modalità di rotazione della vetturta quando si deve cambiare direzione. La rotazione dovrà avvenire attorno al punto centrale della vettura e non su uno dei due assi.
Suggerimenti e migliorie
Tutti i consigli relativi al regolamento sportivo e a quello tecnico che segue saranno i benvenuti ricordando sempre lo spirito degli eventi che devono essere di divertimento e non di inutile ed esasperata competitività.
2 – Regolamento Tecnico per la costruzione della propria vettura.
Le vetture partecipanti, realizzate dal concorrente o affittate o acquistate da produttori specializzati (al momento inesistenti), devono rispondere ai seguenti requisiti tecnici:
- quattro ruote uguali, costituite da cuscinetti monotipo da 10 cm di diametro e 1 cm di larghezza. L’uso di queste ruote è obbligatorio per evitare costi elevati dovuti alla ricerca di materiali speciali e simili. I cuscinetti verranno forniti a chi si iscriverà alla Kermesse 2014 basata su un minimo di sei prove secondo il calendario che sarà comunicato. La prima prova ufficiale è prevista per la Notte Rossa di Maranello del 28 giugno.
- forma e materiale dei veicoli: potranno avere qualsiasi forma ed essere realizzati in legno, metallo, materie plastiche o qualsiasi altro materiale a scelta del concorrente;
- Dimensioni e peso: lunghezza massima fuori tutto: 60 centimetri e minima, 40. Larghezza massima, ruote incluse, di 38 cm ed un minimo di 28. Alle verifiche tecniche i veicoli dovranno entrare in una apposita dima (in altre parole in una scatola…)di dimensione interna 60,1x 38,1cm e non entrare in una di 38×28 cm. Il passo (distanza tra i mozzi delle ruote) è libero purchè siano rispettate le dimensioni sopra indicate col veicolo nella configurazione di gara.
- Peso: il peso massimo del veicolo “pronto gara” è di 10 Kg, quello minimo 4 Kg inclusi i cuscinetti il cui peso supera i tre chili.
Non sono ammessi congegni che possano essere comandati a distanza o agire in modo automatico dopo che il veicolo ha ricevuto la spinta dal concorrente iscritto. Non sono invece vietati accorgimenti che consentano regolazioni prima che il veicolo riceva ogni singola spinta.
E’ invece rigorosamente vietato ogni intervento sulle ruote, intese come i cuscinetti che ne fanno funzione.
Per info: eventi@museiferrari.com
3 – Regolamento paricolare della Kermesse Notte Rossa di Maranello
Luogo di svolgimento della Kermesse:
piazzale antistante il Museo Ferrarri, via Dino Ferrari 43.
Orari:
Accoglienza dei partecipanti, verifiche sportive e tecniche e prove libere (a vettura verificata), dalle 15 alle 17, 30
Definizione del tabellone di gara e ordine di partenza: 17,30 -18
Batterie eliminatorie e repechage: 18 – 20
Finali: 21,30
Premiazione a seguire
Partecipanti.
Tutti coloro che presenteranno una vettura conforme al regolamento. I Musei Ferrari di Maranello e Modena (Museo Enzo Ferrari, MEF), metteranno a disposizione tre o quattro vetture per concorrenti che non disponessero della propria. L’assegnazione verrà fatta con estrazione a sorte tra i richiedenti.


martedì 17 giugno 2014

L'acqua è come l'aria! Vogliamo venderci pure l'aria?

Alla C.A. del
Consiglio Direttivo di Acea acqua
   
 

 

1
BANDINESU Luca

2 BARONIO Mauro Romano 44 anni. Informatore medico scientifico. Due figli.
3 BUFFONI Carlo Nato a Trasacco (Aq.) 68 anni. Due Figli. Pensionato ex tipografo. Appasionato di francobolli e monete.
4 CAPEZZONE Antonietta Nata a Roma 79 anni fa. Un figlio. Pensionata. segue con passione le sorti del mercato Coperto.
5 CECCHETTI Alberto Nato a Castel Gandolfo nel 1940. Tre nipoti. Insegnante ed altro ed legato all'impegno civico.
6 CECCHINI Franco  
7 COLASANTI Marco Nato a Roma nel 1965. Impegnato nelle RSU. Impiegato.
8 CONSOLINO Fulvio Nato a Leverano (le) nel 1953. Dipendente pubblico. Due figli.
9 D'ANGELO Alessandra Nata a Roma 34 anni. Sociologa con la passione per l'ambiente.
10 DE ANGELIS Giovanni Pensionato con la passione per l'arte. Nato a Roccasecca (FR) nel 1936. Due figli.
11 DE PIETRO Livia Nata a Palma C. (NA) nel 1942. Professoressa in pensione. Amante della Poesia e della Letteratura. Quattro figli. 
12 DI BARTOLO Antonio  
13 DI LEGGE Alessia Nata a Roma nel 1966. Dirigente Pubblico. Due figli.
14 DI MASO Domenico Nato ad Afragola nel 1942 . Funzionario. Quattro figli.
15 EVANGELISTA Martino Nato ad Adelfia (BA) nel 1935. Ex Sottufficiale attualmente "aitante pensionato". Appassionato di botanica ha quattro figli.
16 EVANGELISTI Fabiana  
17 GALLO Antonio Nato a Feroleto Antico (CZ) nel 1930. Pensionato. Un figlio.
18 GIANNOTTI Pietro Romano 49 anni. Un figlio. Dipendente ACEA.
19 IERARDI Patrizia Nata a Crotone nel 1962. Insegnante. Due giovani figli. Grande passione per le sorti del quartiere.
20 LUSINI Stefano Romano 47 anni. Dipendente pubblico. Tre figli.
21 SANTINI Giovanni Nato a Roma nel 1933. Pensionato e referente del Centro Anziani del Quartiere. Due figli.
22 SANSONE Gaetana  
23 SPESCA Alfredo Nato a Roma nel 1934. Due figli. Pensionato. Appassionato di modellismo.
24 TENEDINI Primo Nato a Roma nel 1940. Due figli. 
25 VALERIANI Andrea Nato ad Asmara nel 1958. Impiegato Vive a Roma dal 1966.Due figli di 8 e 4 anni. Ama di cinema e nuove tecnologie.

Louis Vuiton vi farà le scarpe in Toscana

Louis Vuitton, polo delle calzature in Toscana
Fiesso-dArtico Louis Vuitton, polo delle calzature in Toscana - louis vuitton
Louis Vuitton Fiesso d’Artico
Louis Vuitton conferma di voler creare un nuovo polo produttivo in Toscana. Serge Alfandary, direttore della divisione calzature Louis Vuitton, dopo l’apertura di Fiesso D’Artico (Venezia), pensa alla Toscana per le calzature da uomo. Business che rappresenta circa il 60% della produzione totale delle calzature.
“È un bel progetto con gli artigiani esperti di Fiesso D’Artico che affiancheranno giovani ai quali insegneranno il mestiere, per dare vita a una squadra affiatata che possa far diventare grande questa piccola fabbrica”- ha spiegato Serge Alfandary.

giovedì 12 giugno 2014

Gian Marco Chiocci: La nostra libertà non ha prezzo


Gian Marco Chiocci
L'editoriale Gian Marco Chiocci

La nostra libertà non ha prezzo

Fateci gli auguri, festeggiamo 70 anni. La Grande Famiglia de Il Tempo di ieri e di oggi si riunisce, simbolicamente, per ricordare il battesimo in edicola del primo quotidiano di Roma a uscire nel dopoguerra, stampato a poche ore dalla Liberazione per volontà di quel geniaccio di Renato Angiolillo. Settant'anni dopo lo spirito è rimasto quello di chi ci ha preceduto in quel lontano 6 giugno 1944 allorché, con le truppe alleate in transito nella Capitale, dalla redazione di via della Stelletta si diede alle stampe il «quotidiano indipendente» di Roma che ogni giorno - da 70 anni appunto - trovate in edicola. Se oggi siamo quello che siamo, liberi e autonomi, combattivi e rispettati perché scriviamo quello che la concorrenza non dice oppure nasconde, lo dobbiamo all’esempio dei tanti che ci hanno preceduto. Con la chiusura dei giornali per collusione con il fascismo, il Tempo diventò la casa naturale di tantissime firme illustri, da Moravia a Malaparte, da Prezzolini e Barzini jr, da Longanesi a molti altri. E lo rimase nei decenni successivi e negli anni a seguire fino a quando, tra scoop memorabili e vendite record (Il Tempo arrivò a diffondere 350mila copie) con la morte di Angiolillo nel ’73 alla direzione arrivò - e vi rimase per 15 anni - un cavallo di razza come Gianni Letta. Dopodiché il vostro/nostro giornale ha dovuto fare i conti con una crisi che parte da lontano e non fa sconti a nessuno (grandi colossi inclusi). Solo grazie a un editore come Bonifaci che da anni versa contributi importanti nelle casse de Il Tempo senza prendere un euro dallo Stato, questo foglio ha continuato a fare un’informazione scomoda ma autorevole, controcorrente e mai di parte, per garantire a voi tutti il diritto a essere informati. Lo ha fatto con sacrifici enormi perché anche il mondo della pubblicità è in difficoltà con tutto quel che ne consegue. Abbiamo mantenuto più a lungo possibile il prezzo del quotidiano a un euro ma lo sforzo, anche con un giornale che a detta di tutti è tornato qualificato e battagliero, è diventato improbo. Da quest’oggi Il Tempo aumenta di 20 centesimi. Vi chiediamo uno sforzo per starci vicino. È il prezzo della nostra libertà, proprio come quel 6 giugno 1944 quando in edicola la verità costava cinquanta centesimi di lira.
Di Gian Marco Chiocci Pubblicato il: 06/06/2014 08:23
Leggo il Tempo da quando avevo 12 anni (oggi ne ho 67). Lo leggevo a mio nonno cieco che andavo a trovare subito dopo pranzo e prima di fare i compiti di scuola. Ho conosciuto Angiolillo, Enrico Mattei, Gianni e Maddalena Letta (purtroppo sempre ai funerali) e tantissimi altri grandi giornalisti di questo giornale. In questa occasione, auguri di vero cuore e lunga vita a il Tempo.
Postato da Carmelo Basso il 08/06/2014 15:42
 
Abbiamo quasi la stessa età, io ne ho 68 e da sempre mi ricordo di aver visto il giornale in casa e di averlo letto con passione, anzi dato che da ragazzina abitavamo in due famiglie nella stessa casa i giornali comprati erano due! Bravi continuate così , ci serve una voce fuori dal coro! Bellissimi gli editoriali del Direttore ! Anche gli altri direttori hanno svolto bene il loro compito ! Continuate la vostra lotta per i Marò , è indegno che tutti i governi se ne siano dimenticati . Grazie
Postato da silav il 06/06/2014 15:12

Papa Francesco prega per la pace e i migranti

Il messaggio natalizio del Pontefice prima della benedizione Urbi et Orbi: "No a tragedie come Lampedusa. Troppi morti in Siria, serve la fine di ogni violenza"


Benedizione urbi et orbi Papa Bergoglio
«Dona pace alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato diverse vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato». Lo ha detto Papa Francesco nel messaggio di Natale e nella benedizione Urbi et orbi da piazza San Pietro gremita di persone da ogni parte del mondo. «Troppe ne ha spezzate» di vite «negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all'amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l'accesso agli aiuti umanitari. - ha proseguito Papa Francesco - Abbiamo visto quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero. Anche ai non credenti dico di desiderare la pace, tutti uniti». «La vera pace - ha spiegato il pontefice latonoamericano proseguendo nel suo appello e nella sua preghiera per la fine delle violenze nelle zone di guerra del mondo - non è un equilibrio tra forze contrarie. Non è una bella facciata, dietro alla quale ci sono contrasti e divisioni. La pace è un impegno di tutti i giorni, la pace artigianale, che si porta avanti a partire dal dono di Dio, dalla sua grazia che ci ha dato in Gesù Cristo. Guardando il Bambino nel presepe, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malatià Le guerre spezzano e feriscono tante vite!». «Tu, Principe della pace - prosegue il Papa - converti ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi. Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo e fà giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe dell'amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati». «Tu, Signore della vita - aggiunge il pontefice - proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome. Dona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d'Africa e nell'est della Repubblica Democratica del Congo». Parole e preghiere del Pontefice anche per la tragedia dell'immigrazione. «Fà che i migranti - chiede il Pontefice - in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest'anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!». Da Bergoglio poi nel suo messaggio di Natale prima della bendizione "Urbi et orbi" un nuovo invito ad accogliere e a saper recepire la tenerezza di Dio nel cuore. «Cari fratelli e sorelle, in questo mondo, in questa umanità oggi è nato il Salvatore, che è Cristo Signore. Fermiamoci davanti al Bambino di Betlemme. Lasciamo che il nostro cuore si commuova, lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio; abbiamo bisogno delle sue carezze. Dio è grande nell'amore, a Lui la lode e la gloria nei secoli! Dio è pace: chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno, nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nazioni, nel mondo intero. Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio».

LA MESSA DEL 24 SERA
Per Papa Francesco ieri sera è stata la prima messa di Natale a San Pietro come Pontefice. La solenne celebrazione è iniziata attorno alle 21,30. «Questa profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo popolo in cammino, e intorno a noi - e anche dentro di noi - ci sono tenebre e luce», ha detto Bergoglio, presiedendo la messa solenne nella basilica vaticana. «E in questa notte - aggiunge il Pontefice - mentre lo spirito delle tenebre avvolge il mondo, si rinnova l'avvenimento che sempre ci stupisce e ci sorprende: il popolo in cammino vede una grande luce. Una luce che ci fa riflettere su questo mistero: mistero del camminare e del vedere». Il Santo Padre nella sua omelia ha poi detto: «Camminare. Questo verbo ci fa pensare al corso della storia, a quel lungo cammino che è la storia della salvezza, a cominciare da Abramo, nostro padre nella fede, che il Signore chiamò un giorno a partire, ad uscire dal suo paese per andare verso la terra che Lui gli avrebbe indicato. Da allora, la nostra identità di credenti è quella di gente pellegrina verso la terra promessa». «Questa storia - ha aggiunto il Pontefice - è sempre accompagnata dal Signore! Egli è sempre fedele al suo patto e alle sue promesse.Dio è luce, e in lui non c'è tenebra alcuna. Da parte del popolo, invece, si alternano momenti di luce e di tenebra, fedeltà e infedeltà, obbedienza e ribellione; momenti di popolo pellegrino che non vuol essere popolo errante». «Gesù - ha spiegato il Santo Padre - è l'Amore fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi». Sempre nell'omelia del Papa un riferimento agli ultimi. «I pastori - ha proseguito Papa Francesco - sono stati i primi a vedere questa "tenda", a ricevere l'annuncio della nascita di Gesù. Sono stati i primi perché erano tra gli ultimi, gli emarginati». «E sono stati i primi - ha aggiunto Bergoglio - perché vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge. Loro facevano la vegliaCon loro ci fermiamo davanti al Bambino, ci fermiamo in silenzio. Con loro ringraziamo il Signore di averci donato Gesù, e con loro lasciamo salire dal profondo del cuore la lode della sua fedeltà: Ti benediciamo, Signore Dio Altissimo, che ti sei abbassato per noi. Tu sei immenso, e ti sei fatto piccolo ;sei ricco, e ti sei fatto povero; sei l'onnipotente, e ti sei fatto debole». «La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. È venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre», ha spiegato il Papa. Il pontefice ha citato l'apostolo Giovanni: «In questa notte, come un fascio di luce chiarissima, risuona l'annuncio dell'Apostolo, ha detto Papa Bergoglio, citandone le parole 'È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uominì». Bergoglio ha concluso la sua omelia con queste parole:«In questa Notte - ha detto il Santo Padre - condividiamo la gioia del Vangelo: Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo Figlio come nostro fratello, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: "Non temete" . E anch'io vi ripeto: Non temete! Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Il Nostro Padre perdona sempre. Egli è la nostra pace. Amen». Papa Francesco si è fermato con alcuni bambini e dà loro carezze dopo la celebrazione della messa di Natale a San pietro. Bergoglio, dopo la sua omelia e la liturgia, ha dato la sua benedizione, presiedendo stasera la celebrazione solenne di Natale, nella Basilica Vaticana. I bambini si sono recati con dei fiori verso il Presepe, in fondo alla Basilica, accompagnando il Pontefice che portava in braccio la statua che raffigura Gesù bambino. Il bambinello è stato così condotto in processione nel presepe allestito nella cappella del Battistero. Il canto della Kalenda è l'annuncio del Natale che si presenta come una splendida ricapitolazione del compimento dell'attesa universale dell'avvento del Signore. Al termine della Kalenda, è iniziata la processione d'ingresso. Al canto del Gloria, dopo l'intonazione, sono state suonate le campane della basilica con l'accompagnamento dell'organo. In quel momento il Santo Padre è sceso ai cancelli della Confessione per deporre l'immagine del Santo Bambino nella mangiatoia, collocata sul consueto tronetto. Oggi, alle 12, il Papa sarà affiancato dal cardinale Jean Louis Tauran, presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, e dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato Vaticano, per rivolgere dalla Loggia centrale di San Pietro il consueto messaggio natalizio ai fedeli presenti in piazza San Pietro, impartendo al termine la benedizione apostolica Urbi et Orbi.
Redazione online

E Papa Francesco augura un buon Mondiale via Twitter

In attesa della cerimonia di apertura del torneo, il Pontefice interviene con un post di auguri


papa
Papa Francesco partecipa a distanza all'evento calcistico più atteso. I mondiali di calcio si aprono oggi e il Pontefice interviene via Twitter. "Auguro a tutti uno splendido Mondiale di calcio, giocato con spirito di vera fraternità". Esprime un in bocca al lupo alle nazionali di calcio e ai tifosi arrivati alla spicciolata in Sud America. Occhi puntati, dunque, sul primo match del torneo: Brasile-Croazia. "Possa questa Coppa del Mondo svolgersi con tutta la serenità e la tranquillità, sempre nel reciproco rispetto, nella solidarietà e nella fraternità tra uomini e donne che si riconoscono membri di un'unica famiglia". È questo l'augurio espresso dal Pontefice in occasione del Mondiale di calcio al via oggi in Brasile, con l'auspicio che oltre ad una festa di sport, questa Coppa del mondo di calcio possa trasformarsi in una festa di solidarietà tra i popoli, ha aggiunto Bergoglio nel corso di un videomessaggio trasmesso dalla tv brasiliana Rete Globo e riportato da Radio Vaticana.



"Lo sport infatti è uno strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna - prosegue il Papa - Pensiamo alla lealtà, alla perseveranza, all'amicizia, alla condivisione ed alla solidarietà". Papa Francesco ha poi sottolineato l'importanza dell'allenamento nella pratica sportiva. "Nella vita è necessario lottare, allenarsi, impegnarsi per ottenere risultati importanti. Lo spirito sportivo ci rimanda in tal modo, un'immagine dei sacrifici necessari per crescere nelle virtù che costruiscono il carattere di una persona. Se per migliorare una persona è necessario un allenamento intenso e continuo, ancora più impegno dovrà essere investito per arrivare all'incontro e alla pace tra individui e tra i popoli migliorati". Fondamentale anche il fair play perché il calcio può e deve essere una scuola per la formazione di una cultura dell'incontro, che porti armonia e pace tra i popoli. Per vincere - afferma il Papa - bisogna superare l'individualismo, l'egoismo, tutte le forme di razzismo, di intolleranza e di strumentalizzazione della persona umana. Quindi, essere individualisti nel calcio rappresenta un ostacolo al successo della squadra; ma se siamo individualisti nella vita, ignorando le persone che ci circondano, ne riceve un pregiudizio l'intera società". Infine Papa Francesco ha sottolineato che "il segreto della vittoria sul campo, ma anche nella vita, risiede nel saper rispettare il mio compagno di squadra, come pure il mio avversario. Nessuno vince da solo, né in campo, né nella vita! Che nessuno si isoli e si senta escluso - ha ribadito Bergoglio - E, se è vero che al termine di questi Mondiali, solamente una squadra nazionale potrà alzare la coppa come vincitore, imparando le lezioni che lo sport ci insegna, tutti saremo vincitori, rafforzando i legami che ci uniscono".
Redazione online

Dopo 50mila errori i pm rischiano di pagare

Alla Camera passa l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati. Le vittime della malagiustizia esultano. E Napolitano avverte: «Basta privilegi»
L'INTERVISTA Dambruoso: «Il problema c’è ma non si risolve col voto segreto»


Gigi Sabani
La Camera dice sì alla responsabilità civile delle toghe. Un emendamento della Lega alla legge comunitaria sulle bibite gassate che introduce la norma, votata al referendum dell’87 da quasi 21 milioni di italiani e parzialmente vanificata dalla legge Vassalli l’anno seguente, è passato con 187 consensi e 180 «no», grazie all’astensione massiccia dei grillini e di alcuni deputati di Sel. Il voto era segreto. Ora toccherà al Senato decidere, ma con scrutinio palese.
La votazione ha causato polemiche e preoccupazioni. Il Governo è stato battuto anche grazie a qualche «infedele» del Pd. Ma il premier, da Pechino, minimizza, parla di una «tempesta in un bicchier d’acqua» e si dice certo che la normativa sarà modificata a Palazzo Madama. Il vicepresidente del Csm Michele Vietti e l’Anm, invece, sono sul piede di guerra: «È in gioco l’indipendenza di giudizio del magistrato, esporlo a un’azione diretta di responsabilità metterebbe a repentaglio il suo libero convincimento e produrrebbe un numero indefinito di processi sui processi», avverte il primo. Per l’associazione di categoria l’emendamento è incostituzionale e «indebolisce l’azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è chiamata a un forte impegno contro la corruzione». Soddisfatti, invece, i parlamentari di Forza Italia: «Si introduce una norma sacrosanta che la Ue sollecita da mesi e che abbatte un privilegio incomprensibile», osserva Stefania Prestigiacomo. E il presidente della Repubblica sottolinea che «la tutela dell’indipendenza assicurata al giudice dagli ordinamenti non rappresenta un mero privilegio». Serve, ha aggiunto Napolitano, «il giusto bilanciamento attraverso il rispetto da parte dei magistrati dei principi deontologici».
Si stima che nella storia della Repubblica circa quattro milioni di persone sono state coinvolte in inchieste e poi risultate innocenti. Ma solo dal 1989, con l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, esistono statistiche precise e attendibili. E fanno venire i brividi. In 23 anni, fino al 2012, quasi 25 mila italiani e stranieri sono stati incarcerati ingiustamente. Lo Stato ha speso per risarcirli 550 milioni di euro. Se a questi sommiamo altri 30 milioni rimborsati per errori giudiziari, arriviamo a quasi 600 milioni. Ma alle 25 mila vittime ne dobbiamo aggiungere altrettante. Per Eurispes e Unione delle camere penali, infatti, ogni anno vengono inoltrate 2500 domande di rimborso per ingiusta detenzione e solo 800 vengono accolte. Molte vite sono state distrutte da questi sbagli. Vite di persone famose, da Enzo Tortora a Serena Grandi, da Gigi Sabani a Lelio Luttazzi. O di semplici cittadini. E gli errori sono rimasti puntualmente impuniti. Dall’introduzione della Vassalli (1988) al 2012 le cause contro le toghe sono state 406. Appena 4 concluse con una condanna. Meno di una su cento.
La «fotografia» recente del nostro sistema giudiziario scattata da Confindustria, Confartigianato, Bankitalia, Banca mondiale e Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria-Direzione generale di statistica è impressionante. Il 42% dei detenuti è in custodia cautelare, quindi virtualmente innocente. I processi per ingiusta detenzione ed errori giudiziari sono più di 2000 ogni anno. Solo nel 2011, tanto per citare un caso, lo Stato ha dovuto sborsare 46 milioni. E ancora: la media di attesa per una causa civile è di 4 anni; per una penale, di 7. I processi civili hanno raggiunto il numero di sei milioni e sono costati agli italiani 96 milioni in termini di «mancata ricchezza». Il «braccio lento della legge» costa ad ogni azienda 371 euro, e i ritardi della giustizia 23 miliardi all’anno. Non basta? Per quanto riguarda i processi civili, che hanno una durata media di oltre due anni, lo Stato italiano spende 70 euro ad abitante. Quello francese 56. E in Francia la durata del procedimento è della metà del tempo. C’è poco da aggiungere.
Mau. Gal